Nel 2026, dodici anni dopo l’arrivo di Interstellar al cinema nel 2014, continuo a considerarlo un capolavoro e probabilmente il più grande film sui viaggi nel tempo mai realizzato. Cooper, il protagonista, indossa un Hamilton Khaki Aviation Pilot Day Date Auto (H64615135) che, da grande fan di Christopher Nolan, dovevo assolutamente avere. Inception mi aveva già portato al TAG Heuer Carrera Calibre 5 che ho recensito in precedenza. Ma perché il Coop e non il Murph? La risposta è semplice: nel 2021 mi è arrivata un’offerta che non potevo rifiutare. Il Murph è ancora nella mia lista e ne comprerò uno se si presenterà un’offerta simile.

La cassa da 42 mm: dimensioni e vestibilità sul mio polso

Il mio polso misura ora 7,5 pollici, rispetto agli 8 pollici di prima del mio recente dimagrimento. Quando misurava 8 pollici avevo già tolto una maglia dal bracciale e ora ne ho rimossa una seconda. Anche sul mio polso più piccolo, il Cooper si appoggia perfettamente e, ai miei occhi, ha le proporzioni giuste.

Il Coop da 42 mm sul mio polso da 7,5 pollici, con il bracciale originale.

Con un calibro digitale ho misurato la cassa: 42 mm senza corona e 45,5 mm includendola. La distanza tra le estremità delle anse è di 48,2 mm, mentre quella da una maglia del bracciale all’altra è di 53,4 mm. È bene conoscere questa lunghezza aggiuntiva del bracciale quando si valuta la vestibilità basandosi soltanto sul diametro di 42 mm della cassa. Ho misurato uno spessore di 12,5 mm, leggermente superiore agli 11,85 mm dichiarati ufficialmente da Hamilton.

Anche sul polso da 6,5 pollici di mia moglie, il Cooper mi sembra stare bene. Al polso non risulta grande quanto potrebbero suggerire i numeri, quindi consiglierei a chi ha un polso più piccolo e ama questo orologio di provarlo. Possiedo anche un orologio da 48 mm che posso indossare tranquillamente per un giorno, ma non sceglierei per l’uso quotidiano. Il Coop è un’altra storia, soprattutto quando tolgo il bracciale.

Il Coop sul polso da 6,5 pollici di mia moglie, con il bracciale originale.

Il Coop su cinturini in pelle, caucciù e NATO

La cassa da 42 mm non racconta tutto sulla vestibilità di questo orologio. Con il bracciale misuro 53,4 mm da maglia a maglia, contro 48,2 mm tra le estremità delle anse. I cinturini in pelle, caucciù e NATO eliminano quella lunghezza rigida aggiuntiva e seguono la forma del polso. Le anse stesse si curvano verso il basso, in direzione del polso. Nel linguaggio dell’orologeria si parla di anse ricurve verso il basso e, secondo me, rendono il Coop più facile da indossare di quanto il diametro possa suggerire.

Qui sotto vi mostro alcune foto del Coop su pelle, caucciù e NATO. A mio parere, queste opzioni possono farne un orologio da tutti i giorni anche per un polso più piccolo, nonostante la cassa da 42 mm.

Il Coop su un cinturino in pelle.
Il cinturino in pelle sul mio polso.
Il Coop su un cinturino in pelle nera stile racing.
Il cinturino in pelle nera stile racing sul mio polso.
Il Coop su un cinturino in caucciù con pelle gialla.
Il cinturino in caucciù con pelle gialla sul mio polso.
Il Coop su un NATO verde.
Il NATO verde sul mio polso.
Il Coop su un NATO grigio e kaki.
Il NATO grigio e kaki sul mio polso.

Il bracciale originale: comfort, regolazione e chiusura

Concludiamo il discorso sulla vestibilità tornando al bracciale. È piuttosto comodo e i suoi bordi sono piacevoli a contatto con il mio polso. Si rastrema da 20 mm alle anse a 18 mm alla chiusura. Regolarlo è semplice grazie a due maglie più corte, una su ciascun lato del bracciale. Non sono mezze maglie, ma soltanto maglie più piccole. La chiusura ha inoltre tre fori di microregolazione per affinare la misura.

Il bracciale originale in acciaio.

La chiusura è splendidamente lavorata e il logo Hamilton all’interno è un dettaglio che apprezzo. La mia critica è che bisogna premerla con decisione per essere certi che si chiuda. Mi ha ingannato varie volte: pensavo fosse chiusa e poi si è aperta da sola. Succede soprattutto nella posizione più stretta della microregolazione, con il bracciale inserito il più possibile all’interno della chiusura.

La chiusura lavorata e il logo Hamilton al suo interno.

Qualità della cassa, vetro e fondello

La cassa è rifinita in modo eccellente, con la maggior parte delle superfici spazzolate e la piccola lunetta fissa e gli spigoli laterali lucidati. I bei proteggi-corona incorniciano una corona contrassegnata da quella H di Hamilton che mi piace tanto.

I proteggi-corona, la H di Hamilton e il vetro leggermente bombato.

Sopra il quadrante si trova un vetro zaffiro leggermente bombato con trattamento antiriflesso. Osservando l’orologio di sbieco, il vetro deforma il quadrante in un modo che trovo semplicemente stupendo.

Girando l’orologio, si scopre una finestra in vetro nel fondello, fissato da quattro viti. È un peccato che questo vetro posteriore non sia in zaffiro, ma poter vedere il movimento e il suo rotore ben realizzato rimane un bel dettaglio.

L’H-40 e il suo rotore attraverso il fondello a vista.

Né la corona né il fondello sono del tipo avvitato, ma il Coop è comunque dichiarato impermeabile fino a 100 metri, abbastanza per la pioggia intensa e qualche nuotata quando le guarnizioni sono in buone condizioni.

Design del quadrante, leggibilità e luminescenza

Il Coop ha un vero quadrante da aviatore, con lancette e numeri grandi, facili da leggere a colpo d’occhio. Mi piacciono in particolare gli indici applicati da 10 a 50 minuti e il triangolo a ore 12. Si sollevano dal quadrante e i loro bordi finemente scanalati catturano la luce così bene che sembra che qualcuno li abbia accesi.

Gli indici applicati catturano la luce sui bordi finemente scanalati e sembrano accesi. Foto su un polso da 6,5 pollici.

Le indicazioni del giorno della settimana e della data sono davvero piacevoli, soprattutto con il giorno a ore 12 e la data a ore 6. Questa disposizione dà all’intero quadrante una bella simmetria, molto apprezzabile per un tipo con disturbo ossessivo-compulsivo come me.

Il materiale luminescente si trova sulle lancette e lungo il bordo del quadrante, in corrispondenza di quasi tutti gli indici dei minuti, tranne 59, 00 e 01. Quando passo dalla luce del sole al buio, brilla piuttosto intensamente, soprattutto sulle lancette. Non è la luminescenza più forte che abbia visto, ma dura: le lancette rimangono visibili più a lungo dei piccoli indici.

La luminescenza delle lancette e della scala dei minuti.
Luminescenza dell’Hamilton Coop con un riflesso di Interstellar.

Il movimento H-40: precisione e riserva di carica

All’interno del Coop c’è l’H-40 di Hamilton, un movimento automatico basato sull’ETA 2834-2. Il movimento ETA originale offriva una riserva di carica di circa 38 ore, mentre l’H-40 la porta a 80. Il compromesso si vede nella lancetta dei secondi: l’H-40 funziona a 21.600 alternanze all’ora, ossia sei al secondo, come mi piace dirlo, contro le 28.800 alternanze all’ora e otto al secondo dell’ETA. Semplicemente, la lancetta dei secondi del Coop non è altrettanto fluida.

Il giorno e la data scattano entrambi intorno a mezzanotte, anziché avanzare lentamente nelle loro finestrelle: una sensazione che trovo molto raffinata. Per regolarli, estraggo la corona al primo scatto e la ruoto in senso orario per la data o antiorario per il giorno. Per il giorno servono di solito due rotazioni della corona per portare completamente il nome nella finestrella, perché una sola lo lascia a metà tra due giorni.

Un promemoria per la regolazione: Hamilton sconsiglia di correggere il giorno o la data tra le 20:00 e le 02:00. Trovo più semplice portare le lancette intorno alle 6:30 prima di usare la correzione rapida, ben lontano dal cambio di mezzanotte.

Ora la parte per gli appassionati di dettagli tecnici. Alcuni di voi mi hanno scritto chiedendo foto del Coop sul cronocomparatore in diverse posizioni, quindi ecco le letture di tutte e sei.

Ho caricato l’orologio con 50 rotazioni complete della corona e ho aspettato almeno 20 secondi in ogni posizione prima di registrare le letture. Non mi sono preoccupato di impostare l’angolo di levata perché mi interessavano soltanto lo scarto giornaliero e l’errore di battuta.

PosizioneScarto giornalieroErrore di battuta
Quadrante in alto-5 s/d0.1 ms
Corona in alto0 s/d0.2 ms
Quadrante in basso-3 s/d0.1 ms
Corona in basso0 s/d0.4 ms
Ore 12 in basso-1 s/d0.2 ms
Ore 12 in alto-1 s/d0.3 ms
s/d = secondi al giorno. ms = millisecondi.
Quadrante in alto: −5 s/giorno, con 0,1 ms di errore di battuta.
Corona in alto: 0 s/giorno, con 0,2 ms di errore di battuta.
Quadrante in basso: −3 s/giorno, con 0,1 ms di errore di battuta.
Corona in basso: 0 s/giorno, con 0,4 ms di errore di battuta.
Ore 12 in basso: −1 s/giorno, con 0,2 ms di errore di battuta.
Ore 12 in alto: −1 s/giorno, con 0,3 ms di errore di battuta.

Non indosso il Coop per due giorni consecutivi, quindi posso parlare soltanto di come si comporta dalla mattina fino a quando lo tolgo prima di andare a letto. In quelle ore di solito non perde affatto tempo, talvolta ritarda di circa un secondo e solo raramente di due. Considerando che non è un orologio certificato COSC, penso che Hamilton vi abbia montato un movimento piuttosto buono. Non ho fatto revisionare il mio da quando l’ho comprato, perché non è mai stato il mio orologio quotidiano.

Considerazioni finali: cinque anni con il Cooper

Cinque anni dopo, mi sorprende ancora possedere un orologio così bello, lo stesso modello indossato da Cooper in Interstellar. Quasi ogni volta che lo metto mi sento speciale e rivivo per un attimo il 2021, quando l’ho comprato e ho riguardato il film. Per un momento, sembra che tutti intorno a me siano invecchiati mentre io vivo ancora in quell’anno.

Lo comprerei di nuovo? La domanda migliore è se lo venderei mai. La risposta è no, mai. Il fatto che sia apparso in un capolavoro è una cosa, ma la qualità dell’orologio e il movimento che si ottiene per quella cifra sono semplicemente impressionanti.

Come ho fotografato questo orologio

Per le foto di questo articolo ho usato la Fujifilm X-M5 con lo zoom 15-45 mm per gli scatti in studio. L’ultima foto al polso è stata scattata con il Samsung Galaxy S23 Ultra e le altre con la Nikon ZF e il 105 mm Z Macro.